Paolo Pinto – Stati d’Animo
Come un treno in corsa, niente mi può fermare, mi sono fatto le ossa, è tempo di caricare.
Come un treno in corsa, niente mi può fermare, mi sono fatto le ossa, è tempo di caricare.
Sognare o esser desti.
Hai mai pensato a come ci si sente dopo una sconfitta, che sia in amore o in qualsiasi altro campo? Male, anzi malissimo. Basterebbe questo a farci capire, che a volte il male che facciamo a noi stessi è senza senso. Se riflettessimo un po’ di più, se ce la prendessimo un po’ meno per quello che va storto, forse la nostra vita sarebbe un po’ meno complicata.
Molte volte hanno provato a mettermi a terra, a fermare il mio cammino. Troppe volte ho rischiato di arrendermi, perché scoraggiato e deluso, ma poi ho capito che così facendo avrei perso due volte: avrei persoil mio diritto alla vita e me stesso!
Tu non mi tocchi con l’anima, è stato questo il mio sbaglio:non dare la giusta importanza a questa cosa.Tu mi tocchi con la pelle, col tuo esistere e importi. Tu mi guardi e mi tocchi perché io sono altro da te, non perché io sono me. Potresti sostituirmi e sarebbe uguale, per te, e sarebbe meglio per me. Quindi me ne vado. Me ne vado da sola, ché sola sono e sola ero, ma non lo capivo e se lo capivo non lo accettavo e giustificavo me e salvavo te. Me ne vado e non so dove e non m’importa e si vedrà. Vedrò cieli stranieri forse scuri forse chiari, annuserò l’aria di altri luoghi e di altri occhi, sarà aria leggera, sarà aria pulita. Gusterò fame e silenzio, mi vestirò di freddo, paura e solitudine, ma sarà la solitudine dell’esser soli e non quella crudele dell’essere in più. I piedi assaggeranno terra sconosciuta, le gambe si stancheranno sulle salite e riposeranno lasciandomi cadere su spiagge lunghe. Raserò i miei capelli e attenderò la rigenerazione del corpo: voglio cellule nuove che non ti conoscano. Ho bisogno di sentirmi libera dai ricordi, affrancata da ogni schiavitù. Passeranno ore giorni settimane mesi, poi un’alba dorata indiscreta mi verrà a cercare, i raggi del sole mi solleticheranno il viso e un soffio di vento mi sussurrerà: è il Giorno, quello che attendevi, sei nuova!
Quando l’umanità si renderà conto che nulla è per sempre, allora e solo allora potremmo dire di essere liberi!
L’umanità è misurata dal tempo, il nostro cuore è come l’orologio che scandisce a ritmo lento la nostra vita. Animiamo i nostri giorni con sogni e speranze, in modo che il presente sia per il futuro una gratificazione.