Paul Mehis – Arte
Il critico d’arte non è che un artista fallito.
Il critico d’arte non è che un artista fallito.
Avrebbe preferito fare l’amore, divertirsi, espandersi in circuiti emotivi e alleanze politiche e invece si trovava a lavorare, nella contrazione e nella compressione, al mistero della propria solitudine ignaro che, così facendo, si avvicinava alla vena più solida di quella realtà separata che definiamo arte.
L’arte non insegna nulla, tranne il senso della vita.
L’amore e l’arte hanno la passione in comune, passione e amore è l’arte del cuore.
Ogni tanto faccio un quadro: se chi lo guarda non commenta mi fa incazzare, se mi dice che è bello ho la sensazione che mi prenda per il culo.
Quando si è profondamente infelici, si tende ad additare la felicità altrui come ipocrisia o credere che sia causata dall’incoscienza e dall’ignoranza delle “condanne” proposteci dalla vita. Forse sarebbe meglio, tirar fuori i coglioni per tentare di raggiungere la propria felicità, chiedersi perché non si è finora riusciti e smetterla di disprezzare tutto il mondo intorno.
Locali pieni, ma di gente vuota. Musei vuoti, ma d’arte pieni. Il mio è un Paese in cui se chiedi del Bernini, replicano: “con ghiaccio o liscio?”.