Paul Mehis – Frasi d’Amore
L'”amore” ha una terribile controindicazione, se non sincero e vissuto correttamente, scatena odio.
L'”amore” ha una terribile controindicazione, se non sincero e vissuto correttamente, scatena odio.
Mi disse la luna: “Se ti fa piangere, perchè non lo lasci?” E io le risposi: “Luna, lasceresti mai il tuo cielo?”
Triste è la sera, tenue il risveglio della luna lontana a est. I miei pensieri porta a raccolta guardando mille occhi luminosi ed occhieggianti, le stelle della Dea Nut.Sempre lontano, perduto il mio sguardo circondato da mille silenzi ed i suoni della notte rammentano giorni lontani, perduti.Seguendo il percorso già tracciato tante e tante volte, i ricordi riaffiorano tenendomi per mano, la strada risulta più tortuosa, ed il mio piede incespicando nella dura pietra lavica, fa ondeggiare il mio corpo.Appoggiandomi al bastone ritrovo il senso, perché la guida sia più sicura.Traendo il respiro guardo Te, stella lontana, che segui passo passo e segni la mia Via. La una duna, la una pietra, lacerata, segnata dal vento incessante e dal calore del sole, la una pianta di datteri ed un pozzo ove attingere ed estinguere la mia sete inestinguibile, Dove sei?Ti ho inseguita per mille giorni, infiniti minuti, migliaia e migliaia di ore, sempre alla ricerca di Te, ed i miei piedi stanchi dei calzari, non trovano ancora ove riposare.Il mio mantello polveroso di viandante e consunto dal sole caldo e inesorabile sulla mia schiena non è riuscito a piegare la mia mente, né la stanchezza le mie ginocchia che continuano a portare avanti le mie gambe. Ma Tu hai dato la forza al mio corpo che poco sa nutrirsi se non di bacche e frutti della terra. Tanto tempo è passato. Tanto il tempo, scandiva il mio andare alla ricerca di te. Ancora le aride pietre del deserto, la sabbia, segnano la mia Via che porta a te.Ora più desti i sensi ed i ricordi ritrovati, vengo a bussare alla Tua porta. La nella valle, ove scorre il ruscello di limpida acqua, lo stagno ove gracidano le rane e gli ibis posano le lunghe zampe, mentre la stele granitica allunga la sua ombra, tu sei.
Quando stavo male e avrei voluto morire ho chiesto al mondo di essere clemente con me ma non sono stata ascoltata. Ora la vita mi ha dato una possibilità nuova, una nuova forma di riscatto, che però non so affrontare. Mi era stato donato il mondo attraverso i tuoi occhi e i tuoi sorrisi, avevo capito di essere stata fortunata per l’immensità di quel dono, ma ora che tu non ci sei più per me il mondo ha perso la sua luce. Dal fondo della mia prigione una mano mi ha accolta, rincuorata, protetta. Solo che ora a questa mano so concedere solo spine. Le spine di quelle rose che tu mi hai donato ma che ora appassite vivono dentro di me.
La tristezza è come la sete, silenziosa ma potente, si può morire di sete ma…
In un abbraccio due cuori si avvicinano non solo in senso fisico o in senso…
Chi semina amore raccoglie felicità.