Paul Valaine – Ricordi
O ricordo, ricordo: che cosa vuoi da me?
O ricordo, ricordo: che cosa vuoi da me?
Ci appartengono solo i ricordi, il resto lo prendiamo in prestito.
Ci sono ricordi che feriscono più di lame affilate, facendo sanguinare l’anima.
Ci sono ricordi che non vanno assolutamente “rispolverati”.
È l’alba, ed io non riesco a dormire, i miei occhi fissi al soffitto sembra che vogliono dirmi: rifletti. Eppure le mie riflessioni le vivo durante la giornata, in ogni avvenimento, in ogni circostanza. Amo riflettere su tutto ciò che mi capita, su tutto ciò che vivo, ripesco spesso tra le sensazioni e le emozioni lasciate alle mie spalle un qualcosa che riesca, nonostante il tempo, a tenere vivo dentro me il ricordo. Non dobbiamo mai dimenticare nulla, mai rinnegare niente, nella sofferenza mi sono fatta donna e nell’essere donna ho raggiunto il massimo per la mia vita.
Il rumore dei tuoi silenzi sbatte impetuoso sulle rive della mia anima e tutto si placa tra le onde del tempo che ondeggiano nel tuo ricordo.
Sono attimi, quelli che ricordo più intensamente, che si fissano nella memoria e non riesci a cancellare.