Pierre Veròn – Comportamento
Rimorso, l’indigestione dell’anima.
Rimorso, l’indigestione dell’anima.
Spengo la fiamma della tua collera col soffio della mia educazione.
Nella vita non essere burattino ma burattinaio. Vita mia. Scelte mie sbagli miei. Cazzi miei sbaglio pago e vado avanti.
Non dubitare mai di te stesso. C’è già chi lo fa al posto tuo.
Ti ho dato infinite possibilità, le hai bruciate ad una ad una, per te ora è tardi per tutto, anche le parole.
Il buonsenso è un giudizio formulato senza riflettere, condiviso da una classe intera, da una nazione intera, o dall’umanità intera.
E allora mi sono guardato negli occhi. Raramente ci si guarda, con se stessi, negli occhi, e pare che in certi casi questo valga per un esercizio estremo. Dicono che, immergendosi allo specchio nei propri occhi – con attenzione cruciale e al tempo stesso con abbandono – si arrivi a distinguere finalmente in fondo alla pupilla l’ultimo Altro, anzi l’unico e vero Sestesso, il centro di ogni esistenza e della nostra, insomma quel punto che avrebbe nome Dio. Invece, nello stagno acquoso dei miei occhi, io non ho scorto altro che la piccola ombra diluita (quasi naufraga) di quel solito niño tardivo che vegeta segregato dentro di me. Sempre il medesimo, con la sua domanda d’amore ormai scaduta e inservibile, ma ostinata fino all’indecenza.