Primo Levi – Giornata della memoria
Perché la memoria del male non riesce a cambiare l’umanità? A che serve la memoria?
Perché la memoria del male non riesce a cambiare l’umanità? A che serve la memoria?
Forse non farò cose importanti, ma la storia è fatta di piccoli gesti anonimi, forse domani morirò, magari prima di quel tedesco, ma tutte le cose che farò prima di morire e la mia morte stessa saranno pezzetti di storia, e tutti i pensieri che sto facendo adesso influiscono sulla mia storia di domani, sulla storia di domani del genere umano.
Le azioni erano mostruose, ma chi le fece era pressoché normale, né demoniaco né mostruoso.
Voi che vivete sicurinelle vostre tiepide case,voi che trovate tornando a serail cibo caldo e visi amici:considerate se questo è un uomoche lavora nel fangoche non conosce paceche lotta per mezzo paneche muore per un sì o per un no.Considerate se questa è una donna,senza capelli e senza nomesenza più forza di ricordarevuoti gli occhi e freddo il grembocome una rana d’inverno.Meditate che questo è stato:vi comando queste parole.Scolpitele nel vostro cuorestando in casa andando per via,coricandovi alzandovi;ripetetele ai vostri figli.O vi si sfaccia la casa,la malattia vi impedisca,i vostri nati torcano il viso da voi.
La memoria è come il mare: può restituire brandelli di rottami a distanza di anni.
Sei milioni di lacrime, mare della speranza che bagna anche il deserto.
Dopo Auschwitz non è più possibile la poesia.