Publio Cornelio Tacito – Guerra & Pace
Dove fanno il deserto, quello chiamano pace.
Dove fanno il deserto, quello chiamano pace.
Dopo millenni di odi e di guerre per lo meno dovremmo avere imparato questo: che il dolore non ha bandiera.
Spesso dico a me stessa che se non avessimo accettato, nel corso delle generazioni, di veder soffocare gli animali nei vagoni bestiame, nessuno, neppure i soldati addetti alla scorta, avrebbe sopportato i vagoni piombati degli anni 1940-1945.
Ogni guerra è sempre come tutte le guerre del mondo, chi ci rimette di più sono sempre gli innocenti e i disarmati. La cosa peggiore che un essere umano possa esprimere, con il suo interagire terreno, è sempre la guerra. La guerra è quella cosa che impoverisce gli animi e le tasche dei popoli, fa perdere la bellezza fisica ed interiore, e impedisce l’avanzamento della progressione spirituale. Ma la cosa peggiore è che l’uomo non ha ancora imparato a far pace con se stesso.
Nelle assemblee va bene la lingua, ma in guerra valgono di più le mani.
La lotta produce un beneficio pubblico se si sconfigge il nemico, qualunque esso sia.
Certi pacifisti più che non voler la guerra, non vogliono “questa” o “quella” guerra.