Quentin Crisp – Vita
La vita era una cosa divertente che mi capitò sulla strada della tomba.
La vita era una cosa divertente che mi capitò sulla strada della tomba.
Perché la vita in fondo cos’è? Un soffio di luce e suoni, fugace e volatile in un’eterna oscurità!
L’oro della nostra vita è la nostra interiorità, profonda, inafferrabile, difficile da esplorare e da sottrarre al nostro io, anche perché è la cosa che più di ogni altra ci permette di vivere.
Col senno di poi, ci si accorge che grandi accadimenti nella Vita, sono il frutto di piccolissimi “dettagli” in scelte fatte molto tempo prima.
Sono solo in attesa dell’amnesia finale, l’unica che può cancellare una vita intera.
Mi hanno sempre detto che il gusto della vittoria lasciava sulle labbra un sapore dolce di cui non avresti potuto fare a meno, ma questa vittoria ha un sapore amaro, amaro come quello di una sconfitta.
Io non abito il mondo è il mondo ad abitare me. Io non tendo le mie braccia verso esso, cerco il punto giusto dove esso le tende a me. Io non cerco le persone, aspetto che loro mi camminino incontro e scelgo se proseguire accanto ad esse. Un tratto, una viaggio, un giorno o una vita non conta. Conta che posso scegliere con chi camminare e se non posso scegliere preferisco un cammino solitario a quello di convenienza.