Quino (Joaquín Salvador Lavado) – Tempi Moderni
I giornali inventano la metà di quello che scrivono… se poi ci aggiungi che non scrivono la metà di quel che succede, ne consegue che i giornali non esistono.
I giornali inventano la metà di quello che scrivono… se poi ci aggiungi che non scrivono la metà di quel che succede, ne consegue che i giornali non esistono.
C’è tempo, così dicono. Il mio è finito. È finito il tempo in cui aspettavo, comprendevo e tacevo, ora il tempo lo uso solo per me.
Più l’uomo si conosce, più evolve. Più evolve, più si criticizza, finendo per bloccarsi se non accetta di avere pietà per se stesso.
Spesso fa più danni il porto di giudizio che il porto d’armi.
Al giorno d’oggi buttiamo via tutto, purtroppo non diamo più valore a niente, neanche ai sentimenti.
Il grave problema è che non si sà più dialogare, ormai ci si basa su “mi piace” o “non mi piace”, il rispetto è davvero raro e si sta estinguendo. Se la pensi allo stesso modo allora sei intelligente, se si esprimono idee e opinioni diverse, ti bombardano di insulti, parlandoti addosso mentre stai parlando.
A me la cosa peggiore in una scuola sembra l’uso di metodi basati sulla paura, sulla forza e sull’autorità artificiosa. Un tale trattamento distrugge i sentimenti sani, la sincerità e la fiducia in se stesso dell’allievo. Produce dei soggetti sottomessi. È relativamente semplice tenere la scuola lontana da questo gravissimo male. Date all’insegnante il minore numero possibile di mezzi coercitivi, così che l’unica fonte di rispetto da parte dell’allievo sia costituita dalle qualità umane e intellettuali dell’insegnante stesso.