Quinto Ennio – Amico
L’amico sicuro si riconosce nell’incerta fortuna.
L’amico sicuro si riconosce nell’incerta fortuna.
Con amici simili, chi ha bisogno di nemici.
Un amico è carezza che cade e diventa lacrima. È vento che è rinchiuso dolcemente fra i capelli È neve che s’assopisce sulle fronde di un’abete. Un amico… Un amico è un orecchio. È accanto al tuo dolce fragranza ai tuoi polsi È incenso d’Oriente alle tue narici e sapore di miele alla tua bocca. Cadono parole dalle labbra prigioniere di tristi note: raccolte nelle mani e cedute al tuo soffio, rimangono cullate abbandonandosi alla sua voce La senti la luna che urla d’amore? Li senti i brividi che abbracciano il tuo cuore? La senti la paura che ti allontana dalla vetta? Ascolta le voci nell’aria Segui l’onda del ruscello Canta i suoni dei tuoi pensieri… Lì è l’amico.
Gli amici traboccano dalle nostre tasche, ma quelli veri stanno in un taschino.
Se dovessi scegliere tra tradire il mio paese e tradire il mio amico, spero di avere il fegato di tradire il mio paese.
Si deve avere un amico invisibile a cui parlare nelle ore silenziose della notte e durante le passeggiate nei parchi.
Fra i trent’anni e i quaranta sentiamo il bisogno di amici. Dopo i quaranta sappiamo che non ci salveranno più di quanto ci abbia salvati l’amore.