Raffaele Caponetto – Sogno
Ho ucciso le bolle di sapone, tagliato la coda alle comete, cancellati i colori all’arcobaleno, tarpato le ali agli aquiloni e rapito il sorriso ai burattini; ma i sogni son rimasti per grandi e bambini.
Ho ucciso le bolle di sapone, tagliato la coda alle comete, cancellati i colori all’arcobaleno, tarpato le ali agli aquiloni e rapito il sorriso ai burattini; ma i sogni son rimasti per grandi e bambini.
Un tempo era il cosiddetto popolino che fomentava la diatriba nord sud, settentrione meridione. Unico vanto del settentrionale, essere nato al nord Italia e quindi autorizzato a sentirsi superiore al meridionale; a prescindere da considerazioni di merito. Considerando la completa assenza di caratura culturale di questi soggetti “non ti curar di loro, ma guarda e passa”. È preoccupante però che anche individui che dovrebbero possedere una “certa” cultura la pensino allo stesso modo. Questi ultimi dovrebbero “se ne sono capaci” pensare che il settentrionale italiano nei confronti degli svizzeri è meridionale. Lo svizzero rispetto al tedesco è meridionale. Il tedesco è meridionale rispetto al danese e così via. Con questi elementi, nel piano internazionale, culturalmente siamo destinati ad essere gli ultimi della classe.
È nei sogni la realtà; una favola bellissima destinata a terminare ad ogni alba.
La realtà arrugginisce i sogni flebili, rafforza quelli nobili. I miei sono inossidabili.
Sulla mia carta d’identità alla voce segni particolari, c’è scritto: disperato sognatore!
Non svegliarmi. Lasciami ancora sognare di ritornar bambina e riscrivere la storia della vita mia, ma non esiste gomma che può cancellare il dolore del mio passato.
Fai della tua vita un sogno, e di un sogno, una realtà.