Raffaele Direnzo – Figli e bambini
Cerca di essere come i bambini. Loro, qualsiasi cosa accada, non smetteranno mai di sperare.
Cerca di essere come i bambini. Loro, qualsiasi cosa accada, non smetteranno mai di sperare.
Una mamma sacrifica tutta la propria esistenza per il bene dei suoi figli e non si può abbandonare solo perché ormai è una vecchietta.
La condanna di chi non vive un’infanzia è riviverla per sempre.
Se tocchi i miei amici, le persone che amo divento molto più cattiva di quello che appaio quando tocchi me! Se tocchi mio figlio invece firmi la tua condanna a morte!
Anche nei momenti più tristi puoi sempre ricordarti di come si a fa a sorridere.
Il padre e il professore erano tutt’e due scontenti di Sereza, e infatti il ragazzo studiava male. Ma non si poteva dire che fosse poco intelligente. Al contrario, era più intelligente di tutti quei ragazzi che il professore gli portava ad esempio. Ma non poteva imparare quel che gl’insegnavano perché nella sua anima c’erano bisogni differenti da quelli che supponevano i suoi maestri. Aveva nove anni, era ancora un bambino, ma conosceva la sua anima e la proteggeva come la palpebra protegge l’occhio, e non vi lascia entrare nessuno che non avesse la chiave dell’amore. I maestri si lamentavano che non volesse studiare, ma la sua anima era assetata di sapere. E imparava da Kapitonyc, dalla bambinaia, da Nadenka, da Vasilij, e non dai maestri.
Nel sorriso dei bambini arde un’intera biblioteca.