Ralph Waldo Emerson – Poesia
I popoli si immaginano di odiare la poesia ed essi sono tutti dei poeti e dei mistici.
I popoli si immaginano di odiare la poesia ed essi sono tutti dei poeti e dei mistici.
Il poeta arpeggia con le parole leggendo lo spartito dell’animo.
Noi facciamo quello che dobbiamo, ma gli diamo dei nomi altisonanti.
Lo scrittore è come un segugio che scava per portare alla luce qualcosa nascosto in profondità. Mentre il cane si serve delle zampe per esplorare il terreno, lo scrittore si fionda nel baratro emozionale della propria interiorità. Il risultato non cambia: in entrambi i casi, si entra in contatto con una realtà preesistente e sconosciuta.
Pendio, origine del pianeta, le tue palpebre spalancano il crepuscolo della terra assaltando l’azzurro delle stelle.
La casa della poesia non avrà mai porte.
Dolce m’inebria il tuo soffio, poesia, in questo malinconico autunno, mi fai compagnia e la tua brezza mi accarezza leggiadra, si spalma sulla pelle e mi sussurra frasi innamorate e belle. Dolce è il tuo canto e dolce il tuo ristoro, accompagnami e seguimi fra note, incanti e stelle, amo il tuo sguardo e la tua velata allegria, amami sempre, o dolce poesia!