Reana Rondina – Comportamento
Ma quanto veleno leggo nelle parole di persone che dovrebbero solo fare silenzio, mettersi davanti ad uno specchio, guardarsi a lungo e, se ancora non hanno vomitato l’anima, allora e solo allora dire la loro.
Ma quanto veleno leggo nelle parole di persone che dovrebbero solo fare silenzio, mettersi davanti ad uno specchio, guardarsi a lungo e, se ancora non hanno vomitato l’anima, allora e solo allora dire la loro.
Certe bocche sparlano e stra sparlano perché con i loro occhi guardano ciò che loro non potranno mai essere.
Mi piacciono le persone che si svegliano con la voglia di fare, di parlare, di cantare e di sorridere. La sfortuna deve sudare molto per rovinare la giornata a persone così positive.
Quando vedi negli altri dei nemici è perché dentro di te ne alberga uno.
Alla gente piace il ruffianesimo! Preferiscono le parole zuccherate al veleno che il sapore della sincerità!
Quando mi trovo di fronte ad una persona che parla meglio di me, che si esprime meglio di me e che usa paroloni che neanche conosco il mio lato da debuttante filosofa lotta contro quello da stupida impedita che vorrebbe solo dire “ma che cavolo stai dicendo! Parla come mangi per piacere!”
Quante strade impolverate percorriamo ogni giorno!Giardini incolti ed erbacce sui muri, cani randagi denutriti che si muovono in branco alla ricerca di cibo, schiene di lavoratori piegate dalla fatica.E ci meravigliamo dello sporco della via, ci stupiamo dell’incuria della terra, cacciamo via i cani affamati e ci commiseriamo dei dorsi curvati di chi sgobba.Ma quella strada non è forse la nostra stessa vita?Il pulviscolo, è l’insieme delle angosce che offuscano la mente;Il giardino abbandonato, è un cuore che non intendiamo;Le sterpaglie sulle pareti, divengono le incancellabili cicatrici dell’anima;i cani randagi, quel senso del dovere che si muove come un branco conforme al “giusto” e alla “ragione” e che lentamente però muore nella fame di una vita che non vive;Le schiene piegate dei lavoratori, raffigurano, infine, i nostri corpi devoti con dovizia alla bellezza esteriore china nell’infima materia che occulta la sostanza della vera essenza.