Richard Dawkins – Ateismo
Non bisogna scusarsi di essere atei. Bisogna, al contrario, andarne fieri, a testa alta, perché “ateismo” significa quasi sempre sana indipendenza di giudizio e, anzi, mente sana tout court.
Non bisogna scusarsi di essere atei. Bisogna, al contrario, andarne fieri, a testa alta, perché “ateismo” significa quasi sempre sana indipendenza di giudizio e, anzi, mente sana tout court.
Un ateo por scelta e non per nascita può smettere di credere in Dio, ma non riesce mai a cancellarlo dalla sua mente.
L’ateismo è più sulle labbra che nel cuore dell’uomo.
Così come ci sono gli omofobi che si fissano con gli omosessuali dicendo che sono contro natura, ci sono gli ateofobi che si fissano con gli atei dicendo che sono irrazionali, il tutto perché, sotto sotto, sanno benissimo di credere in cose che stuprano la ragione in ogni poro, ma volendo rimanere credenti (spesso per indottrinamento) accusano gli atei di irrazionalità, in modo da autoconvincersi di non essere poi tanto irrazionali credendo in alberi parlanti, ragazzine ingravidate da spiriti e via dicendo.
Provo a spiegarteli io, amico, questi nostri tempi: Dio ci ha generato e subito dopo abbandonato sul sagrato del peccato; per Satana è stato un gioco da ragazzi adottarci!
I credenti pregano quando hanno bisogno d’aiuto. Io aiuto chi mi chiede una mano. Alcuni credenti bestemmiano quando qualcosa non va. Io provo ad aggiustare le cose sbagliate. Ci sono cose per cui il vostro Dio non serve, invece di mettere le manine giunte, provate a sporcarvele un po’.
Se lodate Dio quando un bambino si salva da un terremoto, dovete anche criticarlo quando milioni di bambini, invece, perdono la vita per lo stesso evento.