Rita Lombardi – Stati d’Animo
No non posso solo immaginarti mio, io voglio viverti.
No non posso solo immaginarti mio, io voglio viverti.
Sentire. Sentire. Sento ancora le tue braccia stringermi con la mente.
Gli attimi più belli che il giorno ci ha regalato, divengano attimi di eterno, fotografie indelebili che il cuore conserva e sfoglia nei momenti di malinconia.
Lo tengo in tasca, il rancore. Controllo bene di averlo ancora, a volte. Altre invece fingo di averlo smarrito.È che dipende, cambia e poi si estende. Tutto in base al dolore, agli incubi, ai mostri ammassati negli armadi. Il sangue perso in quel modo nessuno te lo riconcede più. E più han fatto soffrire e meno ci pensa a morire, il rancore.
Quando realizzi che non ti importa più vedere in ginocchio chi ti ha fatto male e che ti importa solo che tu stesso stai bene, in quel momento la tua anima è guarita.
Sono convinta che l’infelicità per un verso e la gioia per l’altro verso, la gioia come adesione totale e pura alla bellezza perfetta, implicano entrambe la perdita dell’esistenza personale e sono quindi le due sole chiavi con cui si possa entrare nel paese puro, nel paese respirabile, nel paese del reale.
E dopotutto questo amore, dopo tutti questi battiti, tutte queste ferite, il tuo cuore è sempre lì. Sempre lì a battere. Nonostante il peso del suo compito, alle volte sia insostenibile. Ma lui batte e il cervello non lo capisce.