Rita Lombardi – Uomini & Donne
Il fuoco per ardere deve essere alimentato, il fiore per sbocciare deve essere innaffiato, e la donna deve sentirsi amata, coccolata, protetta per amare. Altrimenti si spegne come il fuoco, e appassisce come il fiore.
Il fuoco per ardere deve essere alimentato, il fiore per sbocciare deve essere innaffiato, e la donna deve sentirsi amata, coccolata, protetta per amare. Altrimenti si spegne come il fuoco, e appassisce come il fiore.
Nella mia vita mi sono sempre comportata correttamente, ho sempre dato il cuore per ciò che facevo e che faccio, ho sempre detto quello che pensavo e continuerò a farlo. Ma attenzione, se decido di chiudere con persone che amo, io chiudo per sempre senza dare spiegazioni, perché sono del parere che chi non mi accetta non mi merita.
Senza la donna con un carattere forte e protettivo accanto, l’uomo è come il due di coppe a briscola: non vale niente.
Essere indifferenti al sentimento che prova un innamorato è punizione più crudele di mille frustate! L’indifferenza può annientarlo, farlo soffrire più del male fisico, farlo piangere dentro, senza versare lacrime, ma sanguinando nel petto. L’indifferenza toglie il sorriso, spezza il respiro, taglia le gambe! Ma cosa peggiore di tutte, è che egli non smetterà mai di amare, perché il suo sentimento, dopo tanta sofferenza, riuscirà comunque a sopravvivere, a diventare giorno dopo giorno più forte, intatto per essere finalmente donato quando l’indifferenza lascerà il posto all’accoglimento.
Sono le favole che c’hanno raccontato mamme, nonne e zie da piccole ad aver costruito le nostre roccaforti di convinzioni sui sentimenti e sugli uomini. Un rospo rimarrà sempre un rospo, anche dopo averlo baciato, se è rospo dentro. Ci frega la scarpetta di cristallo che è scomoda e fa male, ci frega la mela che allunga la vita, ci frega il tappeto volante per poter inseguire i nostri sogni, ci frega la sindrome della crocerossina con quella strana tendenza a voler salvare a tutti i costi chi non vuole essere né salvato né guarito; gli uomini: malati terminali di sentimenti ed emozioni che se ne vanno in giro con flebo di zucchero per addolcire di tanto in tanto quei pensieri e quelle parole che se uscissero dalla testa e dalla bocca così per come sono, sarebbero amari, amari, amari. E noi che facciamo? Ci rimaniamo male per non essere le sole, le uniche, le eroine che che cancellano i ricordi delle “ex-qualcosa” e impediscono ogni altra forma di “future-qualcosa” all’infuori di noi stesse, arriviamo noi e vogliamo il primato su tutto, li spogliamo di un prima e di un dopo. Mi vien da pensare che sono proprio poveri gli uomini se devono fare i conti con tutto questo, ecco perché preferiscono rimanere rospi!
Siamo donne e noi donne non abbiamo paura di cadere e di farci male. Siamo fonte inesauribile di forza e coraggio. Paure tante ma troviamo sempre il modo di farle tacere e di affrontare ciò che ci impedisce di raggiungere la meta!
Le davano della mangiatrice di uomini, ma non sapevano che lei non digeriva gli uomini, come le invidiose che la definivano così.