Robert Browning – Frasi Sagge
Se hai la bellezza e nient’altro, hai più o meno la miglior cosa inventata da Dio.
Se hai la bellezza e nient’altro, hai più o meno la miglior cosa inventata da Dio.
Il mistero è il sale della conoscenza le cui dosi ne determinano il sapore, deturpandolo se in eccesso, insipidendolo se insufficiente.
Non serve molto ad una giornata per diventare speciale, perché considero speciale ogni giorno in cui riesco a vivere serenamente.
Quando camminiamo fino al limite di tutta la luce che abbiamo, e facciamo un passo nell’oscurità del non conosciuto, dobbiamo credere che accada una di queste due cose. Ci sarà qualcosa di solido in cui mettere il piede, o ci verrà insegnato a volare.
Non si finisce mai di imparare, più si va avanti più si capisce di essere ignoranti in molte cose.
Il presuntuoso è “certo di sapere” il saggio “cerca di sapere” e dinanzi la sua ragione “certa” ancora si chiede se sarà proprio così.
Per molto tempo crediamo di conoscere la natura dei nostri desideri, delle nostre inclinazioni e dei nostri stati d’animo. Ma poi arriva un attimo in cui un’esplosione assordante ci avverte che viviamo in luoghi diversi da quelli in cui vorremmo vivere, che non ci occupiamo delle cose per cui abbiamo attitudine, che cerchiamo i favori o suscitiamo la collera di persone con cui non abbiamo nulla in comune, mentre ci manteniamo distanti, sordi e indifferenti nei confronti delle persone di cui proviamo nostalgia e a cui siamo legati da un vincolo profondo. Chi non presta ascolto a un tale avvertimento rischia di vivere una vita goffa e dimezzata, senza mai essere veramente se stesso. Non è un sogno, e neanche un “sogno a occhi aperti”: è uno strano, rapinoso stato d’animo quello che ci rivela quali siano i nostri compiti, i nostri obblighi e il nostro destino, e che cosa, nella nostra vita, appartenga esclusivamente a noi; questi istanti ci mostrano ciò che vi è di personale nella nostra esistenza, quello che entro i limiti angusti della condizione umana costituisce l’essenza specifica dell’individualità. In tali momenti non mi sono mai attardato a riflettere, ho sempre obbedito al segnale senza la minima esitazione, con la placidità di un sonnambulo.