Roberta De Santis – Uomini & Donne
Ci sedemmo. Lui mi fece spazio tra le gambe poco larghe. Gli poggiavo la schiena sul cuore. Chiuse le braccia intorno a me. Ecco. Non c’era niente e c’era tutto.
Ci sedemmo. Lui mi fece spazio tra le gambe poco larghe. Gli poggiavo la schiena sul cuore. Chiuse le braccia intorno a me. Ecco. Non c’era niente e c’era tutto.
L’uomo è per costituzione un animale religioso.
Non è importante quanti uomini ci sono nella tua vita, ma quanta vita c’è nei tuoi uomini.
Non diretto da modelli culturali – sistemi organizzati di simboli significanti – il comportamento dell’uomo sarebbe praticamente ingovernabile, un puro caos di azioni senza scopo e di emozioni in tumulto, la sua esperienza sarebbe praticamente informe. La cultura, la totalità accumulata di questi modelli, non è un ornamento dell’esistenza umana ma – base principale della sua specificità – una condizione essenziale per essa.
Quando si parla degli uomini bisogna riservarsi ogni sorpresa.
Dicono che quando qualcuno ti spezza il cuore l’unica cosa che puoi fare è prenderne le schegge e rimetterle insieme per ricominciare. Io mi sa che prima di farlo le prendo e te le tiro tutte negli occhi. Ad una ad una.
E non lo amavo come una malata ama un malato. E non lo amavo con una depressa ama un folle. Lo amavo come una donna ama un uomo. Come il viso ama il sorriso, come il sale ama le lacrime, come il dolore ama un abbraccio. Nel modo più semplice e più totale.