Roberto Felicetti – Frasi d’Amore
La passione deve essere intensa come l’eruzione di un vulcano, ma nello stesso tempo dolce come un cielo trapunto di stelle.
La passione deve essere intensa come l’eruzione di un vulcano, ma nello stesso tempo dolce come un cielo trapunto di stelle.
Tutta l’arte è un vaneggio, la politica è un vaneggio; i supermercati e le autostrade, la scienza e la letteratura, la filosofia e la guerra. La religione è un vaneggio, le chiese e le sigarette. L’amore è uno dei vaneggi più grandi. Noi stessi siamo un vaneggio chimico che sta in piedi e parla per non so quale tipo di miracolo. Siamo arte, la terra è arte e un vaneggio perché l’universo è un vaneggio enorme. Questo stesso commento è un vaneggio, ma qualcuno potrebbe considerarlo poetico e quindi arte. Secondo me è arte tutto quello che contiene l’impegno di una qualsiasi parte del cervello e i sentimenti, soprattutto gli ultimi perché sono un vaneggio del cervello e aiutano a produrre arte, più grande è il sentimento, più grande è il vaneggio, più grande è l’opera. Oggi mi andava di pensarla così, domani potrei anche pensarla in modo diverso, ma credo di no, ne sono quasi certo.
Necessità, appartenenza, sapere, desiderare. So che guarderò i tuoi occhi, mi scruteranno l’anima, so che…
E poi riscopri che l’amore sa renderti felice come niente altro. Sa colmarti il cuore anche se qualche volta ha fatto nascere una lacrima. E poi riscopri quella vita che sembrava senza significato, la riscopri dopo aver lottato, aver sofferto, aver pianto, la riscopri ed ha un sapore nuovo, ha un nuovo orizzonte. Ha quella marcia in più che risana silenziosamente il cuore. Ha quel battito d’ali che sa condurti nell’immenso di cui hai bisogno. E poi riscopri che se hai l’amore, hai la vita, hai tutto!.
Chi lotta intende costruire qualcosa che, per sé, è vitale… chi lotta e fa tutto ciò che è nelle sue possibilità ha già vinto… ha vinto la tenacia e la certezza che ciò per cui ha combattuto lo voleva veramente senza se, ma, forse o però… poi se il destino vuol dare una mano… che ben venga… sarebbe ora!
Con la voce tenera cantava una canzone, e diceva le parole imparata in un paese lontano. Le parole forse erano incomprensibili ma il loro ritmo avevano musicalità, per chi percepiva le sue parole, arrivavano, perché le muse non conoscono le nazionalità e per vivere assieme non occorre essere uguali ma trattarsi eque. La diversità è un valore da condividere in modo armonioso. Come dire: un “noi” eclissato.
L’amore è come il purè… qualche grumo resta sempre!