Roberto Garro – Nemico
Se vuoi il mio sangue devi venirtelo a prendere.
Se vuoi il mio sangue devi venirtelo a prendere.
In ogni epoca si è cercato sempre un nemico da giudicare. Il nemico inesistente si chiama uomo e su di lui spesso si alimenta pregiudizio. Abbandoniamo questo pregiudizio e puntiamo invece all’uomo come individuo.
Ho saputo attendere sulla riva del fiume e adesso vedo passare il cadavere del mio nemico. Questo non mi dà soddisfazione, anzi provo tristezza, perché se non mi avesse ferito avrei potuto salvarlo.
Ti dichiari amica, dichiari che sei muta come una tomba. Controlla bene mia cara, che ci sono degli spifferi. Stai attenta che un giorno o l’altro te li tappo tutti, non vorrei ti cadesse la lingua, e poi come farai col tuo lavoro di taglia e cuci?
Sono troppo grande per cadere nei ridicoli trabocchetti e tranelli di gente meschina è di poco conto, che non intaccheranno mai la mia intimità, io sono il padrone di me stesso!
L’istinto è qualche cosa d’incredibile, puoi cambiare tutto di te, il luogo in cui vivi, la casa, gli amici, il taglio di capelli, il modo di vestirti ed anche il modo in cui ti esprimi. Ma l’istinto, ogni qualvolta che abbassi la guardia sarà sempre li… pronto a prendere in pugno il tuo controllo e a ricordarti che resti comunque una bestia.
Ai giudizi dei nemici vuolsi avere sempre la debita osservanza.