Roberto Gervaso – Religione
Per alcuni la religione è un’ancora, per altri un cappio.
Per alcuni la religione è un’ancora, per altri un cappio.
LA VITA È UN VIAGGIOA rendere più sicuro il viaggio occorre provvedere l’equipaggiamento necessario alle mani e ai piedi. Bisogna coprirci i piedi, perché le spine di questa vita, che sono i peccati, non ci danneggino. Ci occorrono perciò calzature robuste (che fuor di metafora sono le austerità e le mortificazioni), capaci di spezzare la punta delle spine, di impedire cioè che il peccato penetri nell’anima fin dagli inizi, quando cioè si presenta in forma attraente ed entra in noi furtivamente. Una tunica lunga fino ai piedi e chiusa tutt’intorno non pare molto adatta per un viaggio, che Dio vuole condotto speditamente. Essa dovrebbe essere interpretata come il simbolo delle piacevoli comodità della vita che la retta ragione, al pari di una fascia attorno ai fianchi, deve cercare di ridurre al minimo indispensabile. Questa fascia è la saggezza. Il bastone, destinato a tener distanti i cani, rappresenta invece le parole della speranza cui ci appoggiamo nelle stanchezze dell’anima e con le quali ci difendiamo dai rabbiosi assalti dei nemici.
Tutti i malefici del mondo non bastano a trasformare il disegno di Dio da oscenità e male, a bene e virtù. Mangiando il bene che si uccide, solo l’apparenza può cambiare, ma non la natura. Nella tristezza di quello che passa e più non torna, si possono solo vedere macerie e morte, tra le mura luminose, un regno esteriormente saldo, ma c’è una diafana sostanza appena sotto l’apparenza forte, e vani canti verso il cielo culla della morte sotto la terra della nuova razza.
La gloria di colui che tutto move per l’universo penetra e risplende in una parte più e meno altrove.
Non dico di non essere credente, anzi mi piace molto l’idea che qualcuno ci osservi sempre e anche negli sbagli è là, pronto a darci una mano anche semplicemente con la sua presenza.Sarebbe stupendo sapere di non essere mai soli.
Dio ha creato il Mondo e poi se ne è dimenticato.
La globalizzazione? L’ha inventata per primo il cristianesimo! Ma il fatto è che pur essendo un modo di vita omogeneo, lascia ad ogni singola persona l’espressione creativa dell’amore divino.