Roberto Giusti – Filosofia
A volte l’attesa… è una inquietudine senza fine.
A volte l’attesa… è una inquietudine senza fine.
Con la sete di sangue ed eternità, l’abuso di potere, l’avere a tutti i costi quello che non è suo secondo una falsa autorità, è ormai un prigioniero, il Salvatore, prigioniero di un regno che non esiste più, che si sfalda per sempre insieme a quello che odia.
Un problema, una difficoltà, un dolore, superandole sono la pozione dell’esperienza.
Non ci sarà un’alba per il tuo domani. Il mio morso ti donerà il piacere…
È inutile affannarsi, chi decide è il tempo.
Ricerco la felicità perché comunque il dolore non ha quasi mai smesso di trovarmi.
Non sempre quello che non si vede non esiste. È un fatto di fede autentica. Altrimenti quelli che credono in Dio avrebbero tutti le allucinazioni. Dio infatti esiste. Ma ha paura della Storia. Uccidendomi, “curandomi”, respinge e ritratta la stessa fede nell’invisibile che gli portano, e non cancellerà quello che chiama sogni o chimere, bensì diventerà il Suo destino nella strada presa al contrario. E non la ritratterò neanche se dovessi bruciare per sempre tra le fiamme dell’inferno. Perché non servirebbe. L’esattezza di una via ha una sola direzione e non appartiene a chi la vede, esiste incondizionata da qualsiasi potere e vita, da qualsiasi cielo.