Roberto Giusti – Stati d’Animo
Non avrei mai creduto che per vivere dovessi sentirmi cosi vicino alla morte.
Non avrei mai creduto che per vivere dovessi sentirmi cosi vicino alla morte.
La mia vita è come sbucciare una cipolla: le tolgo ogni strato, mi spoglio di ogni illusione, poi continuo a tagliarla, sperando che man mano che si assottiglia, troverò uno scrigno, il cuore delle cose: l’autenticità. Ed ho tanta paura che mi scompaia dalle dita, così, all’improvviso.
Voglio bene a chi me ne vuole, a chi mi ha dimostrato che è felice che io faccia parte della sua vita. Voglio bene a quelle persone che sanno donarmi sollievo e serenità, che sanno anche per poco tempo far sue le mie angosce e le mie paure. Voglio bene a chi anche in silenzio non si dimentica che esisto perché trova sempre il modo di rendermi partecipe della sua vita. Ho smesso di voler bene a chi poco ha da dare, pretendendo invece di avere. A chi non ascolta, ma sa solo parlare. A chi fa della mia vita il suo sparlare quotidiano. Io vivo bene vicino a chi come me sa “essere” sempre sincero e soprattutto “vero”!
Si sono persi quei piccoli dettagli che rendevano unico un corteggiamento, che rendeva indimenticabile l’attimo.
Il gran mattino reca l’illusione di un inizio.
Un attimo sei triste, l’attimo dopo felice, poi di nuovo triste. Poi ti arrabbi, poi gioisci, poi ridi, l’attimo dopo piangi. No, non è una malattia. È la vita.
Resto adagiato sulla spuma dell’onda con un senso di pace infinita solo la gioia di un’amore sembra adornare di viole il tramonto Quando torni mi accarezzerai lo sguardo e mille gabbiani si sentiranno cantare nell’azzurro infinito. Il vento mi porta profumi mentre navigo solitario nel mio cuore abbandonato sulla striscia di luce che il sole ha donato al mare.