Roberto Giusti – Tristezza
E nel silenzio, la parola è morta… ma una voce, grida e rimbomba nella mente… il tormento dell’anima.
E nel silenzio, la parola è morta… ma una voce, grida e rimbomba nella mente… il tormento dell’anima.
Lacrime che scendono sul viso, emozionali e gonfie di dolori, si posano sul cuore. Sostano nei ricordi depositati sul fondo, mai persi e abbandonati. Sono lì in attesa, non si disperdono, e come naufraghi si tengono a galla: sofferenti maestri di vita.
Non so come descriverti, non so come parlarti, non so nemmeno come guardarti. Vorrei solo che tu vedessi attraverso i miei occhi. Vorrei solo che tu capissi attraverso il mio cuore. Vorrei solo che tu accettassi quelle parole che ti ho detto. Vorrei solo poterti abbracciare e sussurrarti quanto mi manchi. Un giorno forse accadrà, o forse non accadrà mai, in ogni caso sarà come un film d’epoca, un film in bianco e nero perché il dolore non svanisce e il tempo non si recupera perché il sole ancora non c’è e non so se arriverà.
Se oggi fa male ricordare il passato è perché ci si è feriti immaginando un futuro.
Se la mente soffre, il corpo ne subisce le conseguenze.
E quando succede è così, me lo sento addosso, mi stringe, mi attanaglia, mi toglie il respiro, mi blocca la mente, il mio cuore impazzisce, non riesco a trattenerlo, corre veloce al ritmo impossibile, attimi che durano eternità e poi mi lascia impoverita di me stessa.
Per il nostro amore non abbiamo bisogno di nulla… Eccetto che dell’amore stesso.