Roberto Inicorbaf – Economia e Finanza
Una sera vidi un barbone e dei giovani, quest’ultimi guardavano il barbone con disprezzo, e qui mi chiesi fino a che punto la povertà economica è peggiore rispetto a quella morale!?
Una sera vidi un barbone e dei giovani, quest’ultimi guardavano il barbone con disprezzo, e qui mi chiesi fino a che punto la povertà economica è peggiore rispetto a quella morale!?
La crisi economica non è niente se confrontata con la crisi di sincerità.
Il Debito Pubblico dello Stato, non vale i Sacrifici e la Mortificazione prolungata dei propri Cittadini.
La mera parsimonia non è economia. La spesa, o una grande spesa, potrebbe essere una parte essenziale della vera economia.
Se l’1% di automazione attualmente impiegata per arricchire poche centinaia di persone sulla terra fosse invece impiegata per coltivare la terra in comunità non ci sarebbe neanche bisogno di energie alternative.
Che differenza c’è tra un ladro e un avido manager aziendale?Il secondo ha una tecnica più fine.
Adriano Olivetti si poneva sessant’anni fa questi quesiti: “Può l’industria darsi dei fini? Si trovano, questi fini, semplicemente nei profitti? O non vi è qualcosa di più affascinante, una trama ideale, una destinazione, una vocazione?” Per tutta la vita Adriano s’impose di ricordare un ammonimento di suo padre Camillo, fondatore dell’azienda Ivrea: “Ricordati che la disoccupazione è la malattia mortale della società moderna; devi lottare con ogni mezzo affinché gli operai di questa fabbrica non abbiano a subire il tragico peso della miseria avvilente che si accompagna alla perdita di lavoro.” Adriano commentava: “Il lavoro dovrebbe essere una grande gioia ed è ancora per molti tormento, tormento di non averlo, tormento di fare un lavoro che non serva, non giovi ad un nobile scopo.”