Roberto Saviano – Società
Non siamo il Paese di Riina, ma quello di Falcone.
Non siamo il Paese di Riina, ma quello di Falcone.
Io non augurerei a un cane o a un serpente, alla più bassa e disgraziata creatura della Terra, io non augurerei a nessuna di queste ciò che io ho dovuto soffrire per cose di cui io non sono colpevole. Ma la mia convinzione è che ho sofferto per cose di cui io sono colpevole. Io sto soffrendo perché io sono un radicale, e davvero io sono un radicale; io ho sofferto perché ero un italiano, e davvero io sono un italiano.
Quello che le femministe vogliono da me è qualcosa che loro non hanno preso in considerazione perché proviene dalla religione. Vogliono che sia loro testimone. Quello che veramente vorrebbero dirmi è “Sorella, starò al tuo fianco nella lotta per il giorno in cui quegli uomini bestiali non ci saranno più”. Veramente vogliono che si facciano affermazioni tanto semplificate sugli uomini e sulle donne? In effetti, lo vogliono davvero. Sono arrivata con grande rammarico a questa conclusione.
Le diversità sociali a volte si superano, quelle intellettuali quasi mai.
La vera patria è quella in cui incontriamo più persone che ci somigliano.
L’effetto castrante della burocrazia.
Nei Promessi Sposi c’era l’Innominato, oggi ci sono gli Innominabili.