Romano Di Nella – Frasi d’Amore
Non voglio che tu sia, solo fantasia, voglio che sei follia in modo da portarti via, nel mio mondo dove adesso c’è solo il tuo nome.
Non voglio che tu sia, solo fantasia, voglio che sei follia in modo da portarti via, nel mio mondo dove adesso c’è solo il tuo nome.
Ogni uomo vive come una foglia nel vento autunnale dei sussurri d’amore.
Il mito mongolo della creazione del mondo racconta:Apparve un cane selvatico azzurro e grigioil cui destino era imposto dal Cielo.Aveva per compagna una capriola.Così comincia un’altra storia d’amore. Il cane selvatico con il suo coraggio e la sua forza; la capriola con la sua dolcezza, il suo intuito e la sua eleganza. Il cacciatore e la preda si incontrano e si amano. Secondo le leggi della natura uno dovrebbe distruggere l’altra – ma nell’amore non esistono nè bene nè male, non c’è costruzione e nemmeno distruzione: ci sono solo movimenti. E l’amore cambia le leggi della natura.Nelle steppe da cui provengo, il cane selvatico è un animale femminile. Sensibile, abile nella caccia perchè ha sviluppato il proprio istinto ma, nel contempo, timido. Non usa la forza bruta, bensì la strategia. Coraggioso e cauto, ma rapido. Nel volgere di un attimo, passa da uno stato di rilassamento totale alla tensione che gli serve per ghermire la sua preda.La capriola possiede gli attributi maschili: la velocità, la comprensione del territorio. La capriola e il cane si muovono nei rispettivi universi simbolici. Sono due realtà impossibili che, quando si incontrano, superano le rispettive nature e barriere, e rendono possibile anche il mondo. Questo è il mito mongolo: dalle nature diverse nasce l’amore. Nella contraddizione, esso acquista forza.Nel confronto e nella trasformazione, si preserva.
Far si che io diventi noi, il mio ed il tuo il nostro, il passare dal pensare che mi piaci al dire ti amo, può essere un attimo, uno sguardo, mantenerlo in vita è un lavoro enorme.
E chiamale cicatrici, ferite d’amore, lividi. Pensale come vuoi e ritienile quello che vuoi. Ma…
Da piccolini bastava una margherita “m’ama o non m’ama”, crescendo le domande si sono moltiplicate a tal punto che i petali non sono più bastati. Forse si dà troppa importanza a cose che in realtà non contano nulla, e non hanno nulla a che vedere con l’amore. Bisognerebbe non chiedersi nulla, lasciare che ogni cosa faccia il suo corso, che i fiori sboccino o appassiscano, ma che comunque compiano il loro corso naturale…
Tante sono le parole, ma alla fine sono i gesti concreti che fanno sì che il cuore si manifesti.