Rosita Matera – Sorriso
La Speranza ha il volto di un bimbo che semina germogli nel campo dell’attesa con un tale entusiasmo, da riuscire sempre a generare le copiose acque dell’amore.
La Speranza ha il volto di un bimbo che semina germogli nel campo dell’attesa con un tale entusiasmo, da riuscire sempre a generare le copiose acque dell’amore.
Il tuo sorriso.Penso a te che mi sorridi con gli occhi,da quando sei entrata nella mia vita come il sole al mattino in primavera.Tu che sei così spontanea nel dare sorrisi non sai quanto mi fai star bene vederti,non sai che emozione ogni volta incontrarti e’rubartì quei sorrisi… tutti per me.La mia casa si illumina del tuo sorriso ed io stesso ne acquisisco la gioia e mi rende felice,perche sei tu che porti con il tuo sorriso la felicità.Quella felicità che tieni dentro di te e che coinvolge me quando ti vedo, quando ti penso, quando ti sogno…Sei cosi bella quando sorridi,il tuo sorriso fa svanire lo stress della vita, i pensieri negativi,apre la strada della vita insieme…Il tuo sorriso è fatto con gli occhi ma viene dal cuore.Il tuo sorriso è dentro di me e non mi lascerà mai, tu sei viva in me, dentro di me.Grazie di esserci, grazie di esistere.
Il tuo sorriso è il porto dal quale salpano tutti i miei desideri.
Se devo incontrarmi con uno sconosciuto in un posto che non conosco e poro con me il mio orgoglio torniamo a casa entrambi con tasche vuote, se devo incontrarmi con uno sconosciuto in un posto che non conosco e porto un sorriso torniamo a casa entrambi contenti.
A volte basta davvero poco per cambiarti l’umore, ho riso talmente tanto che la tristezza sentendosi tradita mi ha lasciato. Mi piace.
Lei era una donna, ma con il sorriso da bambina.
Vedo una vecchia signora, coi capelli ritinti, tutti unti non si sa di qual orribile manteca, e poi tutta goffamente imbellettata e parata d’abiti giovanili. Mi metto a ridere. “Avverto” che quella vecchia signora è il contrario di ciò che una rispettabile signora dovrebbe essere. Posso così, a prima giunta e superficialmente, arrestarmi a questa espressione comica. Il comico è appunto un “avvertimento del contrario”. Ma se ora interviene in me la riflessione, e mi suggerisce che quella vecchia signora non prova forse piacere a pararsi così come un pappagallo, ma che forse ne soffre e lo fa soltanto perché pietosamente, s’inganna che, parata così, nascondendo le rughe e le canizie, riesca a trattenere a sé l’amore del marito molto più giovane di lei, ecco che io non posso più riderne come prima, perché appunto la riflessione, lavorando in me, mi ha fatto andar oltre a quel primo avvertimento, o piuttosto, più addentro: da quel primo avvertimento del contrario mi ha fatto passare a questo sentimento del contrario. Ed è tutta qui la differenza tra il comico e l’umoristico.