Rossana Emaldi – Comportamento
Quando la coscienza rimorde, oltre che noi stessi, finiamo per avvelenare anche il nostro prossimo.
Quando la coscienza rimorde, oltre che noi stessi, finiamo per avvelenare anche il nostro prossimo.
L’ipocrita nutrendosi delle certezze del suo mentire, alimenta di falsità l’esistere.
Il coraggio e la tenacia sono i nostri migliori alleati, possiamo accettare di essere travolti…
L’angoscia rivela alla coscienza la nostra libertà e testimonia la costante modificabilità del progetto iniziale. Nell’angoscia non ci limitiamo a renderci conto del fatto che i possibili da noi progettati sono costantemente rosi dalla nostra libertà in attuazione, ma comprendiamo inoltre la scelta, ossia noi stessi, come ingiustificabili; il che vuol dire che ci rendiamo conto che la scelta non trae origine da alcuna realtà anteriore, ed è anzi, tale da dover fungere da fondamento dell’insieme dei significati che costituiscono la realtà. In tal modo siamo costantemente impegnati nella scelta di noi stessi e costantemente consapevoli di poter bruscamente rovesciare la scelta ed invertire la rotta. Siamo pertanto sotto la costante minaccia della nullificazione della nostra scelta attuale, sotto la costante minaccia di divenire altri da ciò che siamo. Proprio per il fatto di essere assoluta, la nostra scelta è fragile.
Prima di farsene una ragione bisognerebbe farsene due, una ragione per lasciar stare e una buona ragione per pianificare la vendetta.
Si prende spesso spunto dagli altri per capire qualcosa di sé.
Per non cadere preda della depressione, occorre saperne riconoscere i sintomi.