Rossana Virò – Anima
Quando la mia anima si veste da sirena provo una sensazione di spazio e nuoto nell’infinito.
Quando la mia anima si veste da sirena provo una sensazione di spazio e nuoto nell’infinito.
Posso sembrare tranquilla, ma ricorda: la mia anima è ribelle.
Il sole e la luna s’alternano ciclicamente come la luce e ombra dentro la mia anima. E così sono perennemente solare e maledettamente lunatico. Odio la vita allo stesso modo in cui amo la morte.
Non conosco nessun tipo di bellezza superiore a quella dell’anima. In essa si trova il valore reale di ogni essere umano.
I giorni piovosi sono fatti apposta per pensare. Quel tocco di grigiore è polvere per l’anima che neanche la pioggia leva via.
Tutti i malefici del mondo non bastano a trasformare il disegno di Dio da oscenità e male, a bene e virtù. Salvare i propri servi dalle loro azioni vili non ha senso, come non ne ha avuto commissionare lo stesso assassinio come avvenne per Ida Dalser, perché il fascio del Cristo, discendende di Re Davide, non abbia più ostacoli, per prendere il destino di quello che si uccide, mangiandone il bene per la conquista e la rovina di tutto, rovina perché solo l’apparenza può cambiare, ma non la natura. Nella tristezza di quello che passa e più non torna, si possono solo vedere macerie e morte, tra le mura splendenti e poderose, un regno esteriormente saldo, ma c’è una diafana sostanza appena sotto l’apparenza vigorosa, e vani canti verso il cielo si odono nella culla della morte, “conquista”, “conversione” dicono gli angeli alle stelle, che tremanti o divertite si nascondono, forse nel luogo oltre la notte conosciuto solo a loro. Sotto, un mondo ormai sconfitto, moltiplicato con la macellazione, piegato all’insania, ingordigia e invidia di Dio e gli apostoli del figlio: la nuova terra dei guardiani celesti.
La certezza non lascia spazio alle possibilità, ma nell’incertezza nascono i nostri sogni.