Rossella Porro – Abuso
Alla fine bisogna pur chiudere la porta perché chi desidera entrare dovrà pur bussare.
Alla fine bisogna pur chiudere la porta perché chi desidera entrare dovrà pur bussare.
Si può liberamente decidere di non voler avere nulla a che fare con una persona, soprattutto se la sua compagnia porta a sacrifici e a scelte dolorose, ma è necessario valutarne prima le conseguenze; non si può poi pensare di usare l’oggetto disprezzato all’occorrenza. Si usano i frullatori e gli aspirapolvere, non le persone.
Tutto ciò che chiamiamo un abuso fu un rimedio nelle istituzioni politiche.
Molti non solo giustificano con la scusa “gli hanno messo l’etichetta! soggetti che l’etichetta se la sono messa da soli col comportamento sbagliato, e con la loro mancanza di buoni principi. Quindi sembra che in realtà giustificano il male dicendo pregiudizio. Nessuno ammette che bisogna prima riconoscere a chi la cultura mafiosa non l’ha assorbita il merito di essere “etichettata” come persona positiva e riconoscergli il ruolo di educatore spontaneo e non pagato della “non violenza”. Tutelare e riconoscere il vero valore a chi fa quella determinata azione del ‘contrastare la cultura mafiosa ‘ pur abitando loro in quartieri mafiosi.
Abusare di un errore altrui è semplice e vigliacco.Abusare delle proprie esperienze per aiutare nei errori altrui, aiuterà non solo altri ma anche te stesso arricchendo il tuo sapere e la tua saggezza.
Per riuscire la gente abusa tanto delle proprie qualità quanto dei propri difetti.
Come ti fanno violenza: picchiare la vittima, distruggere l’autostima della vittima, spingere la vittima a sentirsi una fallita, la vittima deve sentirsi sempre a disagio e non essere sicura di niente, solo così comprenderà che il carnefice ha sempre ragione, così il carnefice potrà mantenere il controllo sulla vittima.