Rossella Porro – Anima
Qualche volta assomiglio a me stesso, a quel me stesso che vorrei essere.
Qualche volta assomiglio a me stesso, a quel me stesso che vorrei essere.
La tua bellezza abbracciata alla tua umiltà diviene irrinunciabile desiderio viscerale di tè.
Io ho aperto, ma nessun sole ha invaso la stanza… Solo buio più fitto, che ha reso tutto più vuoto.
Quello che vedi è per gli occhi, quello che senti è per il cuore.
L’anima trasparente è come un velo di leggerissima seta. Basta poco a strapparla, una parola… una mancata parola, uno sguardo… uno sguardo mancato, un sorriso… un sorriso mancato, e i graffi inesorabilmente tracciano solchi profondi!
Si può essere santi, si può essere vergini, si può essere mediocri, si può essere essenziali, ma fin quando sarai queste cose solo per l’occhio estraneo, non lo sarai comunque. È, solo chi si osserva attraverso l’occhio attento della sua anima, perché solo attraverso quella lente vedrà davvero, riconoscendo che non esistono santi, ne vergini, di non essere un mediocre ed inversamente essenziale, ma d’esser un uomo degno di vivere, ed in quanto tale vivrà davvero.
La malattia è il prezzo che l’anima paga per l’occupazione del corpo, come un inquilino paga la pigione per l’appartamento in cui abita.