Sabrina Ducci – Verità e Menzogna
Se la verità a volte necessita di tempo per poter brillare alla luce del sole, la menzogna diffonde subito le proprie trame tra la gente, che solo le mani esperte del tempo riusciranno poi a districare.
Se la verità a volte necessita di tempo per poter brillare alla luce del sole, la menzogna diffonde subito le proprie trame tra la gente, che solo le mani esperte del tempo riusciranno poi a districare.
Chi vuole rispetto lo deve per primo oltre che predicare anche praticare! Le bugie sono l’arte ricamata dei falliti. Io personalmente penso che preferisco essere quello che sono; una persona a volte stronza ma che dentro porta una grande dote: l’onestà!
Ci sono attimi in cui quello che senti dentro è talmente grande e intenso che il respiro si spezza in gola e rimani così, immobile, ad ascoltare le parole che, imprigionate in te, rimbalzano tra mente, cuore e anima!
L’essere troppo buoni a volte ti fa soffrire, si è vittima di personaggi che cercano tali persone solo per il gusto di far del male. Ma alla fine vincono sempre perché troveranno sempre la strada per uscire dalle loro sofferenze.
Qualsiasi cosa, del resto, è una perdita e spreco di tempo: tranne fottere di gusto o creare qualcosa di buono o guarire o correr dietro a una specie di fantasma-amore-felicità. Tanto tutti finiamo nel mondezzaio della sconfitta: chiamala morte, chiamala errore. Io non son bravo con le parole. Direi però, dato che tutti ci s’adatta alle circostanze, che certe cose accrescono la tua esperienza, anche se magari non si tratta di saggezza. È possibile peraltro che uno resti per tutta la vita nell’errore, vivendo in uno stato come d’intontimento o di paura. Ne avrete viste, di queste facce. Io ho visto la mia.
Credi sempre a tutto, al nemico, all’amico, al conoscente a al deficiente. Lascia che la verità degli altri ti scivoli lentamente dalle orecchie alle vie urinarie e finisca nell’unico posto dove è possibile conservarla: nella bianca porcellana di un wc.
Non sempre il vino nuovo ci fa dimenticare quello che la vite ci ha donato l’anno prima.