Sabrina Mori – Anima
Il lento scorrere delle lancette pareva una malinconica melodia scandita dal battito del suo cuore; silenziosa, straziante, come l’ulular del vento nelle gelide giornate d’inverno.
Il lento scorrere delle lancette pareva una malinconica melodia scandita dal battito del suo cuore; silenziosa, straziante, come l’ulular del vento nelle gelide giornate d’inverno.
Nessun luogo è più sicuro della nostra anima eppure così colma d’incertezze.
Rapire un’anima non basta… manca qualcosa, un bacio, una carezza, un odore e un sapore….
Le anime leggere sono spesso le più profonde. Farfalle uscite dal bozzolo della loro timidezza.
La mia anima ferisce il mio corpo, il mio corpo sanguina per colpa del mio spirito.
Si deve passare attraverso molti eventi della nostra vita, sperimentarsi ed esprimersi nel nostro essere, prima di convergere nell’essenza di noi e di ciò che ci sta attorno, fino a riuscire a fare ciò che sentiamo d’amare più d’ogni altra cosa, senza alcun limite.
Per scrivere bisogna avere l’anima intrisa un po’ di dolore. Non tanto, che poi ti soffoca e non riesci a venirne fuori. Appena appena. Quel tanto da averti spellato un po’ l’anima, a vivo, così ogni cosa non scivola, ma si assorbe, goccia a goccia. E a gocce lasci che venga fuori e ogni piccola ferita diventa cicatrice. Diventa amore.