Salvatore Riggio – Ateismo
Avevo fede e la portavo nel cuorepoi me lo trafisseroe si disperse attraverso la ferita.
Avevo fede e la portavo nel cuorepoi me lo trafisseroe si disperse attraverso la ferita.
Un ateo che si vanta di esserlo non è per nulla diverso da un credente che cerca di imporre la sua religione. L’arroganza non fa distinzioni e non è “credibile” a priori.
Ci sembra normale tutto ciò che non ci sorprende e che rientra nei comportamenti a noi comuni, ed è anche per questo motivo che molti credono ancora in Dio, perché crederci rientra ancora nella normalità.
L’amicizia va e viene come un venticello, alcuni col loro passaggio ci corrono in aiuto rimettendoci in piedi proprio quando stavamo cadendo e quando codeste brezze proseguono il loro cammino lasciano un dolce ricordo.Altri invece si rivelano dei tifoni, anche se all’inizio si poteva credere diversamente, travolgendoci inaspettatamente e facendoci accasciare al suolo lasciando una dolorosa e amara delusione dietro di sé.
Se Dio esiste è un miracolo.
Come posso credere che Dio sia amore, se l’enciclopedia medica che elenca le malattie che affliggono l’umanità è decine di volte più voluminosa della Bibbia?
Quando si vede ciò che si vuole vedere, si sente ciò che si vuole sentire, in realtà né si osserva, né si ode.