Salvatore Salvax Calabrese – Vita
Cosa c’è più effimero della vita se non la vita stessa che sei costretto a vivere?
Cosa c’è più effimero della vita se non la vita stessa che sei costretto a vivere?
Il tempo è fatto di tanti piccoli istanti, di attimi in cui tutto può mutare, scorre inesorabilmente e non torna mai indietro. È fatto di tanti momenti che ci sorprendono, ci rallegrano, ci intristiscono, ci inteneriscono, ci emozionano.
A volte bisogna lasciarsi andare per avere nuove emozioni, e voltare le spalle alle ragioni.
Occorre liberarsi delle scorie del passato che turbinano nella memoria come insetti rapaci: sono solo vecchie idee delle quali non abbiamo più bisogno.
Se riesci ad entrare dentro a ciò che all’apparenza è insignificante, potrai trovarci la vera bellezza della vita.
L’uomo, fin che sta in questo mondo, è un infermo che si trova su un letto scomodo più o meno, e vede intorno a sé altri letti, ben rifatti al di fuori, piani, a livello: e si figura che ci si deve star benone. Ma se gli riesce di cambiare, appena stà accomodato nel nuovo, comincia, pigiando, a sentire, qui una lisca che lo punge, lì un bernoccolo che lo preme: siamo insomma, a un di presso, alla storia di prima.
Se decidi di non tentare poi non chiederti come sarebbe andata, quindi vai, provaci, tenta, ogni rimpianto è un pezzo di vita perso.