Samantha Avvelenata – Stati d’Animo
La parola chiave di quest’oggi è preoccupazione. La preoccupazione di dover riuscire a far andare bene ogni santo giorno, salvo accorgerti poi, che non va bene manco per un cazzo.
La parola chiave di quest’oggi è preoccupazione. La preoccupazione di dover riuscire a far andare bene ogni santo giorno, salvo accorgerti poi, che non va bene manco per un cazzo.
Chi sono quelli che soffrono?Non lo so, ma sono i miei.
Guardai l’orizzonte, mentre i raggi del sole si facevano strada tra la coltre di nubi. Presto avrei trovato Amy, l’avrei riportata tra le mie braccia e chissà, forse un giorno, saremmo potuti rimanere insieme per sempre.
Cosa fai seduto? Ammazzo il tempo. No, non ammazzi il tempo, ammazzi attimi di te: il tempo non esiste, esisti tu ora, adesso, fa in modo che ogni attimo sia te e non una frazione di tempo, riprenditi ciò che ti appartiene.
La felicità di sentirsi adolescenti e di provare ancora l’emozione di guardarsi da lontano e non potersi sfiorare!
Le creature incantevoli te le trovi accanto quando meno te lo aspetti. Le creature incantevoli non sono necessariamente belle, ma donano la loro bellezza in ogni sorriso, parola e pensiero che irradiano all’esterno del loro essere. Le creature incantevoli riescono a catturare completamente l’attenzione del prossimo solo con la loro presenza. Ti incantano con quel mix di ingenuità, dolcezza, malizia ed un pizzico di cinismo. Queste creature non appartengono ad un sesso specifico e possono essere ovunque ed in nessun posto. Talvolta sono sfuggenti ed incomprensibili, perfino a loro stesse. Riescono ad essere algide e distaccate, salvo poi scaldarti il cuore con un semplice gesto. Le creature incantevoli appaiono quasi perfette agli occhi altrui, anche se pure loro una piccola pecca ce l’hanno: sono maledettamente rare. Per cui, se vi capita di incontrarne una, abbiate l’accortezza di tenervela accanto il più a lungo possibile. Meglio se per tutta la vita.
E ci si abitua ai silenzi, a divenire tu stessa silenzio. Ti guardi attorno e ti dici che un amore non è fatto di parole taciute, di porte chiuse. Ora mi guardo in quello specchio che rimanda un immagine in cui non mi riconosco e mi pone una domanda alla quale non so dare una risposta. Ho creduto solo io a quest’amore?