Samuel Goldwyn – Vita
Io penso che nessuno dovrebbe scrivere la propria autobiografia finché non è morto.
Io penso che nessuno dovrebbe scrivere la propria autobiografia finché non è morto.
Con te ho passato i giorni più belli della mia vita. Fortunatamente per le notti mi ero organizzato diversamente.
Alla fine nessuno assomiglia realmente a se stesso, siamo un mosaico disordinato e confuso, ogni tassello è quello che gli altri ci hanno lasciato, le esperienze che abbiamo divorato, le lacrime che ci hanno preso. Di originale resta davvero ben poco.
Smetti di aspettare e goditi l’attesa.
Vorrei ritrovare quel sorriso perso in qualche lontano tempo vissuto, se non si sorride più la vita diviene sterile, e la sterilità della vita ti porta a quella ordinarietà che ti conduce dentro un vortice di malinconia e senso di vuoto talmente aspro che carpisce tutte le emozioni per gettarle in quel pozzo senza fondo che ognuno di noi ha edificato nel proprio animo… ma è un pozzo edificato con la sabbia!
Ma perché dovrei vivere la vita degli altri, quando già vivere la mia è cosi complicato.
Ieri è l’oggi finito. Domani è l’oggi che ritorna.