Saverio Ferrara – Frasi d’Amore
Contemplo l’orizzonte e sogno, guardo te e vedo realizzati i miei sogni.
Contemplo l’orizzonte e sogno, guardo te e vedo realizzati i miei sogni.
Nel loro cuore non c’è amore, non riescono a trovarlo o lo nascondono per paura. I sensi sono in primo piano e dominano la scena. Tradiscono la propria compagna, all’occorrenza l’amico con la compagna di lui e la buona fede di chiunque. Cosa cercano queste persone, forse l’amore? Non sanno che per essere amati bisogna amare, dissotterrare il cuore da metri di profondità di paura e di menzogna? Cadere nel baratro dell’amore non celato è è una bellissima caduta, libera, come l’aria!
C’è follia attorno a me, c’è routine, diventa tutto difficile persino respirare.Tutta la fede che avevo, tutta la voglia di vivere che avevo lo persa.Tu mi davi tutto, rendevi tutto speciale per me, ora non sono più certo delle mie priorità.Ho perso il luogo in cui dovevamo essere, dove dovevamo crescere assieme.Sei l’unica che mi abbia salvato dalla mia vita.Mi manchi, tu mi rendevi speciale, perché tu sei speciale.Il mio cuore è debole, è triste, sono pieno di dubbi, di incertezzema riesco a trovare queste parole per dirti che tu insegnavi ed insegni al mio cuore ed alla mia anima ad amare.Vorrei guardarti ancora negli occhi tesoro per dirti che tu sei unica.Sei l’unica a conoscermi nel più profondo, a sapere chi io sia veramente.L’unico posto in cui voglio essere è proprio a casa con te, come una volta,Ci sono ancora molte cose che mi devi insegnare, tu mi dai sempre qualcosa che io posso imparare, quando tu sei qui con me so come agire.Tu sei l’unica che mi può completare, tu sei l’unica che io possa e voglia amare.
Poiché Dio è Creazione, soltanto una madre, più di ogni altro essere di tutto l’universo,…
Amare è vivere, vivere è tutto.
Per la prima volta nella sua vita, Alba sentì il bisogno di essere bella e rimpianse che nessuna delle splendide donne della sua famiglia le avesse lasciato in eredità i suoi attributi, e l’unica che l’aveva fatto, la bella Rosa, le aveva dato solo una sfumatura d’alga marina ai suoi capelli, che, se non era accompagnata da tutto il resto, sembrava piuttosto un errore del parrucchiere. Quando Miguel indovinò la sua inquietudine, la portò per mano fino al grande specchio veneziano che ornava un angolo della camera segreta; tolse la polvere dal vetro incrinato e poi accese tutte le candele che aveva e gliele mise intorno. Lei si rimirò nei mille frammenti dello specchio. La sua pelle, illuminata dalle candele, aveva il colore irreale delle figure di cera. Miguel cominciò ad accarezzarla e lei vide trasformarsi il suo volto nel caleidoscopio dello specchio e convenne infine che lei era la più bella dell’universo, perché aveva potuto vedersi con gli occhi con cui la vedeva Miguel.
Nel buio più assoluto, una piccola luce mi disse: “ti voglio tanto bene” e come d’incanto il buio diventò luce accecante.