Scyna Suffiotti – Uomini & Donne
Per essere desiderata non devi spogliarti lentamente, ma devi raccontarti lentamente.
Per essere desiderata non devi spogliarti lentamente, ma devi raccontarti lentamente.
Lui la sognò. Lei lo chiamò. Si amarono senza confini e regole. Ma quell’incontro fu deciso e scritto molto prima che i loro occhi si sfiorassero. E poi il silenzio, un infinito silenzio.
Quella donna dunque, nata nel cinquecento con il dono della poesia, era una donna infelice, una donna in lotta con se stessa. Tutte le condizioni della sua vita, tutti i suoi istinti, erano ostili a quello stato d’animo che è tuttavia indispensabile, se si vuole esprimere liberamente ciò che si ha nel cervello.
La saggezza di un uomo non è sempre direttamente proporzionale all’ampiezza della sua biblioteca.
È meglio stare sola, che essere sola, in due.
Che cos’è mai l’uomo, questo semidio tanto apprezzato? Non gli mancano le forze proprio quando gli sarebbero più necessarie? E che egli prenda lo slancio nella gioia o si sprofondi nel dolore, non è forse in entrambi i casi arrestato, ricondotto al cupo, freddo sentimento di se stesso, mentre aspirava a perdersi nell’oceano dell’infinito?
Non esiste per la donna miglior cosmetico del vino, quando è l’uomo a berlo.