Sergio Rimondot – Stati d’Animo
Capita di volersi e non trovarsi, capita di trovarsi e non volersi.
Capita di volersi e non trovarsi, capita di trovarsi e non volersi.
Quando arrivo al punto di non ritorno dell’indifferenza, vuol dire che ho raggiunto la saturazione e che nulla più può scalfirmi, anzi, tutto mi scivola addosso.
Noi, un senso che forse non troverò mai. Noi, che ci cerchiamo come due assettati d’amore. Noi, dove basta un semplice sfiorarci per far smettere di battere il cuore. Noi, che nascondiamo gli occhi perché direbbero troppo. Noi, che fingiamo d’amare altri amori per non lasciare che il mondo capisca. Noi, che vediamo il corpo che amiamo stringer in un abbraccio un altro corpo. Noi, che fingiamo e nello stesso tempo moriamo mentre la nostre anime vengono trafitte.
Piccoli attimi di serenità: le parole iniziano ad uscire e formano frasi, portano luce in una giornata grigia, alleggerendomi da tutto ciò che pesa sul cuore.
È la notte che ti frega. Troppo silenzio, e i pensieri si sentono di più. Non sei sola, ti fanno compagnia i ricordi. Silenzio, pensieri e ricordi. E non dormi più.
Mi piace credere che tutto il male che facciamo volutamente agli altri, prima o poi finisce per ritorcersi contro noi stessi.
Le persone si incontrano. Alcuni incontri sono degni di essere vissuti e ricordati. Altri si perdono nel niente, fanno soffrire grandi dolori e delusioni e poi il tempo ti dirà che perderli è stato solo una fortuna.