Silvana Stremiz – Comportamento
A volte il “ci sentiamo domani” non che è un addio.
A volte il “ci sentiamo domani” non che è un addio.
Preferisco vincere perdendo un pizzico “d’immagine” pur sapendo che potrei annientare in qualsiasi momento il male, piuttosto che scendere a certi livelli di meschinità. Preferisco di gran lunga godere nel vedere compiere il male da chi dice di “vivere da santo” e con le labbra continua a recitare i 10 comandamenti professando Dio, amore e perdono, mentre versa veleno su chi ostacola il suo cammino. Sì, decisamente preferisco Me, il mio essere piccolo ma così grande d’innanzi al tutto di taluni.
Sono certamente strano, ma vedendo il comportamento di alcune persone rimango sbalordito. Persone che fino a poche ore prima ti dicono: grazie della tua presenza, oppure: grazie di cuore, o ancora: ti voglio bene… e poi scompaiono. Sarò certamente strano, ma in buona “compagnia”.
Se non siamo in grado di modificare comportamenti dettati dagli istinti di sopravvivenza che ottengono l’effetto contrario per il quale sono nati. Possiamo dire di avere la sindrome del riccio, trovato schiacciato al bordo della strada che spaventato dai fari dell’automobile ha obbedito all’istinto di sopravvivenza.
Non ho fretta, so aspettare e chi male mi ha fatto pagherà con la fine…
Vi è bisogno di equilibrio, per non cadere da una sana autostima ad una fastidiosa presunzione.
Genera conflitto chi non sa star zitto.