Silvana Stremiz – Morte
A volte moriamo prima di morire.
A volte moriamo prima di morire.
La fine della vita è un mistero uguale a quello della nascita: chiedersi cosa c’è dopo la morte è come chiedersi cosa c’era prima.
Scendere a compromessi per opportunismo è mancare di rispetto a noi stessi.
Dall’involucro umano restiamo affascinati, ma è dall’anima che restiamo intrappolati.
L’amore non va sognato. Va vissuto.Non aspettare l’avverarsi delle tue immaginazioni ma vivi le tue emozioni.
La morte è solo un cambio di dimora, ci si trasferisce nel corpo, nel cuore e nell’anima di chi più ci ha amato, ed è proprio quella Persona a donare continuità a quella vita materialmente finita.
La peggior forma d’ignoranza, di meschinità che io abbia mai conosciuto è la meschinità del cuore, del suo uso improprio solo come muscolo, senza saperne ascoltare i battiti. Quel predicare il bene e vivere solo il male che vi è in noi. Il non sapere ascoltare il prossimo con la ragione del cuore, ma solo con la ragione di quella mente calcolatrice e disumana che è il cervello, quella parte “meccanica” che ci impedisce di sentire ed ascoltare veramente quello che gli altri “urlano” con quelle lacrime congelate nell’animo visibile solamente a chi vive con un “cuore vero”.