Silvana Stremiz – Vita
Le ferite che ci portiamo dentro, sono indice che abbiamo vissuto veramente.
Le ferite che ci portiamo dentro, sono indice che abbiamo vissuto veramente.
Come si fa a chiamare la vita un’abitudine? I giorni portano colori e profumi diversi alla nostra anima e, se sei un fiore, dovrai guardarti bene anche dalle piogge e dai venti! Non chiamare abitudine, una incredibile avventura.
Immagina che, ogni palloncino colorato, rappresenta un buon motivo per poter crescere ed imparare a vivere la nostra vita. Se sono tanti, essa ti sembrerà più leggera fino a darti l’impressione di volare.
Pensavo che sono passati vent’anni da quando “Hanno ucciso l’uomo ragno”, in mezzo tanta vita vissuta che rifarei, cambierei, cancellerei. Amici spariti, nuovi amici arrivati, amori finiti, amori non corrisposti, illusioni, speranze, solitudine, e poi ancora in piedi e via via lungo la strada che porta alla serenità. Non mi posso lamentare, mi è andata meglio dell’uomo ragno.
Non ho scordato chi mi ha fatto male andando lontano e nemmeno sono riuscito a togliermi dal cuore quel maledetto sentimento che avevo per te però sono riuscito a ritrovare me stesso e capire che la vita è una strada che se vuoi percorrerla puoi permettertelo solo camminando in avanti.
Rimane compostamente seduto il silenzio quando pezzi di te volano via con le parole sprecate.
La vita vista da un semaforo: parti, rallenti e ti fermi.