Silvana Stremiz – Vita
Il tempo passa, ma certi dolori no: restano vivi, presenti, costanti, senza dare tregua pronti a uccidere senza alcuna clemenza.
Il tempo passa, ma certi dolori no: restano vivi, presenti, costanti, senza dare tregua pronti a uccidere senza alcuna clemenza.
Quello che ieri era amore, possiamo scoprire domani essere stato un abbaglio.
Chissà perché quando si tratta della vita degli altri diventano tutti filosofi.
Niente è già stato. Tutto deve ancora essere. Esci fuori e vivi davvero, in qualunque modo desideri farlo, ma vivi, non abbandonarti, non piegarti, non rassegnarti… e se sei morto dentro rinasci, riscopri il profumo delle cose belle, delle cose nuove… e se non sai dove stai andando corri, e non fermarti a pensare se il fiato ti basterà per tornare indietro… sei libero di perderti ogni giorno nell’universo.
Il calabrone entra nella stanza illuminata, va a battere velocemente contro la lampada, le pareti, i mobili.Rumore secco delle sue zuccate. Dopo un po’ si acquatta per riprendere le forze. Ricomincia contro la lampada, le pareti, i vetri, e daccapo contro la lampada.Infine cade sul tavolo, zampe all’aria, la mattina dopo è secco, leggero, morto. Non ha capito niente, ma non si può dire che non abbia tentato.
Nel mio cammino ho tenuto molte volte testa a chi poco meritava. Oggi ho capito che il miglior modo di tener testa a certa gente è lasciarla affondare poco a poco sotto i colpi dell’indifferenza di chi invece sta risalendo alla grande.
Se a qualcuno ci tieni darle attenzioni non è sacrificio ne dovere ma gioia e piacere.