Silvia Avallone – Uomini & Donne
Francesca ficcò il muso nel suo petto e finalmente riuscì a non fingere. Si lasciò scappare un pianto, quasi muto. Lui non cercò più spiegazioni. Solo, abbracciandola, aveva avuto un’erezione.
Francesca ficcò il muso nel suo petto e finalmente riuscì a non fingere. Si lasciò scappare un pianto, quasi muto. Lui non cercò più spiegazioni. Solo, abbracciandola, aveva avuto un’erezione.
Non importa quanto qualcuno possa dire di amarti, se sono solo parale tu non ti sentirai mai amata.
Sabrina era identica a Liza. Temetti fosse un curioso scherzo del destino, un innocente effetto illusorio. Mi convinsi di essere stato soggiogato dalla forte somiglianza fra le due ragazze e finii con l’addormentarmi sul divano.
Sono le donne forti ad essere penalizzate. Quelle che poi alla fine anche dietro mille lacrime e mille delusioni sono capaci di cavarsela da sole. Quelle che si rialzano sempre, senza paure e senza il timore di cadere ancora. Quelle sono difficili da conquistare ed è difficilissimo trovare qualcuno che sappia tenergli testa!
Ogni volta che mi chiama per nome, mi sorride il cuore. Ogni volta che mi guarda, mi tocca l’anima. Per lui il mio nome è amore. È l’inevitabile che doveva succedere. È un mondo pieno di emozioni.
Quando a una donna viene il dubbio se accettare o meno un uomo, allora tanto vale che lo rifiuti. Se prova esitazione nel dirgli di sì, allora è meglio che gli dica direttamente di no.
Queste bimbominkielle viziate e snob, ormai attempate, che vivono di eventi mondani, eleganti e frivoli, bagnate da fiumi di alcool e assordate dalle note del decerebrato di turno; ebbene queste “donne” – senza offesa per il termine inidoneo a realizzare il fine premeditato – sono il pasto prediletto della superficialità. Da sedurre e abbandonare: per l’impavido di turno sia chiaro.