Silvia Nelli – Comportamento
Siamo tutti bravi a guardare gli altri e puntare il dito, ma poi ecco che diventiamo come loro nel momento in cui cadiamo anche noi nello stesso errore: quello di giudicare senza mai guardaci un attimo.
Siamo tutti bravi a guardare gli altri e puntare il dito, ma poi ecco che diventiamo come loro nel momento in cui cadiamo anche noi nello stesso errore: quello di giudicare senza mai guardaci un attimo.
Meglio una fine disperata che una disperazione senza fine.
Ti devi preoccupare più del male che hai procurato di quello che hai ricevuto, perché del primo sei responsabile tu, del secondo gli altri.
La natura polimorfa e camaleontica dei social network sostituisce oramai quasi tutto. Non serve andare in chiesa per pregare: lì sfilano santi e cristi a tutte le ore. Non serve neanche appartarsi intimamente per amoreggiare, anche se si convive nella stessa casa: va di moda l’esibizione virtuale. Forse non è necessario neanche cucinare piatti elaborati, basta vederli sfilare. Credo che si stia perdendo qualcosa per strada e tutto è grottescamente un po’ ridicolo.
Taluni prendono tutto per scontato, anche la loro cattiveria.
Sono consapevole di essere “io”. Nel bene e nel male.
Quando ascolto più campane e qualcosa non mi torna scelgo di rimanere in silenzio. Ci ragiono un po’ su e, se mi riguarda, traggo le conclusioni adeguate, se non mi riguarda passo oltre, ma se mi manda in collera allora scateno un uragano.