Silvia Nelli – Comportamento
Gli occhi più veri sono quelli che non temono confronto. Gli occhi più sinceri sono quelli che non abbassano lo sguardo. Gli occhi più’ dolci sono quelli che si velano di emozioni.
Gli occhi più veri sono quelli che non temono confronto. Gli occhi più sinceri sono quelli che non abbassano lo sguardo. Gli occhi più’ dolci sono quelli che si velano di emozioni.
I momenti difficili lasciano cicatrici profonde. Spesso sono proprio quelle più grandi a non vedersi, sono proprio quelle più difficili da mostrare, sono quelle nascoste dentro l’anima, in fondo al nostro “io”. Sono quelle cicatrici che portiamo in silenzio, ma con orgoglio perché anche se non si vedono ci permettono di camminare a testa alta mostrando ciò che esse ci hanno insegnato.
Ho smesso di fare beneficenza, di essere sempre accomodante con tutti, di chiudere gli occhi di fronte a torti subiti. Da oggi chi sbaglia esce fuori dalla mia vita e lo fa con la consapevolezza che non ci rimetterà più piede!
Emancipate yourselves from mental slavery;None but ourselves can free our minds.Emancipatevi dalla schiavitù mentaleSolo noi stessi possiamo liberare la nostra mente.
Ho raggiunto la saturazione, ora cercherò chi mi cerca, amerò chi mi ama, ricambierò chi mi ricambia, eviterò chi mi evita, odierò chi mi odia, e compagnia bella.
La ragazza succube degli amici è semplicemente una persona insicura che deve dimostrare un qualcosa o, almeno, ne è convinta. Crea solo problemi. Personalmente: nessuna pietà.
Non chiedo poi tanto, se aspiro a qualcosa che ripaghi un po’ delle mie sofferenze. Non sono altezzosa, se chiedo finalmente un po’ di sana serenità. E nemmeno egoista se adesso sento la strana necessità di pensare a me. Non odiatemi se ogni tanto vi dirò: “no. Mi dispiace, ma non posso”. Non giudicatemi se alcune volte non ascolterò le vostre paure e i vostri dolori. Non fraintendetemi se, pensando un po’ a me, mi sfuggirà un vostro silenzio pieno di parole. Ho solo staccato un attimo la spina dal “mondo” per poter ricollegare un po’ quella che ha riacceso finalmente “me stessa”.