Silvia Nelli – Comportamento
Ho trovato più soddisfazione nel tacere di fronte alle “chiacchiere” e ai “vociferare” di quella che ho provato rispondendo.
Ho trovato più soddisfazione nel tacere di fronte alle “chiacchiere” e ai “vociferare” di quella che ho provato rispondendo.
Discuto solo con chi merita la mia voce. Vicino a me ci sta solo chi sa trasmettermi qualcosa. Non sopporto le amicizie da mostra. Di prediche inutili non ne subisco, nessuno è talmente elevato da possedere il potere di farlo. Non devo dimostrare niente a nessuno, l’unica a cui devo dimostrare è a me stessa.
Aveva sempre creduto che il loro, fosse un rapporto speciale, magico. Uno di quelli che non puoi etichettare, che quando ti chiedono ‘ma lui chi è? ‘ tu non riesci a rispondere, perché in fondo neanche tu, ne tanto meno lui, sai di cosa si tratta. Il loro era un rapporto usa e getta, ma infinito. Fatto di promesse (infrante, ma questo era sempre una sorpresa nonostante fosse consuetudine), sussurri d’amore, urli d’odio, canzoni dedicate prima di fuggire, canzoni per perdonarsi, canzoni, cazzotti, risate e lacrime. Si dicevano addio, magari non parlavano per giorni, settimane, mesi; ma prima o poi o l’uno o l’altro tornava. E bastava un ciao che tutto riesplodeva. Si riprendeva a parlare assiduamente, rendendosi conto che il tempo passato non aveva allontanato, anzi. E ci si riprometteva che non sarebbe più successo. E poi risuccedeva. Lei ci credeva davvero, che lui era speciale; che lui era come lei. Ma se c’è una cosa che solo ora può capire, è che nessuno sarà mai come lei. Lui non è mai stato come lei, lui era un coglione qualunque che non tornò più; che se tornava era solo per noia. Finzione. Ecco cos’era il loro rapporto. Nient’altro.
Ti porto nel cuore perché da li sei passato senza preavviso, lasciando una traccia di dolce ricordo che non posso far uscire mai più. Vive nel mio cuore, echeggia nella mia mente, scivola sulla pelle e si risana nell’anima.
Quando ad un uomo togli la possibilità di lavorare, di poter provvedere a se stesso, alla sua famiglia, aquell’uomo togli la sua dignità. Nessuno vive di elemosina e molti prima di chiederla preferisconomorire. Lottare sempre per i nostri diritti, la morte non risolve.
L’umiltà del me persona sta nel riconoscermi presuntuoso quasi quanto chi si vanta della propria umiltà. L’umiltà del me scrittore invece non ha limiti: pensate che si considera il grande scrittore meno famoso del mondo.
Le persone attorno a te possono avere mille volti. Anche dietro ai loro sorrisi sinceri…